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La divisione management della Shardanaweb opera basandosi su un sistema detto Toyota. Tale sistema fu messo a punto, negli anni cinquanta, da Taiichi Ohno, un ingegnere meccanico laureato all’università di Nagoya, impiegato nel settore tecnico-amministrativo della Toyota. La sua formazione e le sue molteplici esperienze gli permisero di divenire, dopo quarantacinque anni di lavoro, il vicepresidente della Toyota Motor e lo condussero alla elaborazione del "sistema Toyota" .

Questo sistema inizialmente sperimentato in un ambiente automobilistico - aziendale viene in seguito applicato alle più svariate realtà aziendali, dalle industrie farmaceutiche alle società informatiche, dalle aziende edili a quelle alimentari, divenendo, a livello mondiale, una filosofia aziendale, detta “Toyotista”.

Il modello si basa su un metodo volto a razionalizzare il sistema produttivo e a superare le rigidità della fabbrica di tipo fordista - taylorista. Come spesso avviene per una rivoluzione produttiva, esso nasce dalla necessità di affrontare precisi problemi e, una volta ottenuti risultati positivi, si dimostra, col tempo, capace di estendersi alla totalità della produzione.

Gli obiettivi di partenza del Toyotismo sono:

a) eliminare la necessità di tenere scorte inutilizzate (muda = spreco);
b) produrre una gran varietà di beni in piccola serie, senza perdere i vantaggi della produzione in grande serie;
c) ridurre la necessità di riparazione del prodotto finito.

Proprio dalle difficoltà del capitalismo giapponese del secondo dopoguerra nascono una serie di sperimentazioni volte ad innovare un sistema produttivo che sembrava aver già espresso al massimo le sue potenzialità. La catena di montaggio lineare viene così sostituita con una catena ad "U". Tutti i lavoratori vengono coinvolti nel controllo del flusso dei pezzi e della loro qualità, vengono elaborati sistemi di riparazione delle imperfezioni sul posto, fermando così la linea produttiva ed evitando il prosieguo dell’errore; vengono altresì introdotti nuovi metodi di risoluzione (ad esempio quello dei “cinque perché” che permette di risalire dal difetto riscontrato alla prima causa scatenante).

Basandosi sulla flessibilità della produzione rispetto alla domanda e il perseguimento delle qualità totale, il modello produttivo toyota si dimostra straordinariamente adatto ad una economia in continua trasformazione, alle oscillazioni del mercato, all'innovazione.
Dal punto di vista dei lavoratori si tratta di un sistema volto ad affrontare i problemi che il fordismo-taylorismo aveva lasciato irrisolti circa i tempi di lavoro, e a garantire una collaborazione “totale” fra la forza-lavoro e l'azienda. Al Toyotismo si accompagna anche lo sviluppo dell'ideologia del “patriottismo aziendale”, della condivisione degli obiettivi tra i membri del team, dei sistemi di incentivazione volti a "premiare" i comportamenti collaborativi e a “punire” quelli “individualisti”.

Dal punto di vista economico, il sistema Toyota nasce in seguito alla necessità di confrontarsi con il modello economico degli Stati Uniti, usciti vincitori dalla Seconda Guerra Mondiale. La ricostruzione dell'economia giapponese è segnata dal contemporaneo inizio dello sviluppo industriale del paese; è proprio questo il momento in cui il popolo giapponese vede nella sfida economica una possibilità di riscatto, dopo una sconfitta storica gravissima.

Nonostante ciò, le condizioni in cui versa l’economia giapponese sono pessime: i principali sistemi di comunicazione, come la maggior parte delle industrie e delle risorse produttive, sono state distrutte, la produzione limitata a pochi beni e di scarsa qualità.
 
Uno dei pochi punti di forza è costituito dalla presenza americana sul territorio nipponico con la conseguente opportunità di osservare da vicino le tecnologie e le metodologie lavorative tipiche di un paese industrialmente avanzato.

Il primo passo compiuto è stato quello di "imitare" i sistemi di produzione americani in maniera sistematica e puntuale. Le analisi condotte su questi modelli costituiscono infatti la maggior parte delle basi teoriche dalle quali scaturisce, dopo un periodo di adattamento, quello che è definito come il “modello giapponese”.
I giapponesi modificano la propria filosofia aziendale, incentrando la produzione sulle preferenze manifestate e le richieste espresse dai consumatori.

Nascono così, per creare un’alternativa ai relativi modelli occidentali, i modelli “Just In Time”, “Autoattivazione” e “Total Quality”.
Per contrastare il mercato occidentale ed essere addirittura competitivi con esso, queste teorie propugnano qualità totale, automazione e costi contenuti.
Il vicepresidente della Toyota, Taiichi Ohno, afferma che questi modelli sono basati su ricerche di mercato nelle quali prevalgono la richiesta ed il soddisfacimento dei bisogni degli utenti.
Fondamentale per il processo produttivo di tali sistemi è “kanban”.

Il kanban, come molte altre metodiche di lavoro, racchiude una serie di perfezionamenti dettati dalla cultura giapponese, nonché aspetti, per lo più dimenticati dai concorrenti occidentali, quali la valorizzazione del “know-how incorporato” nelle tecnologie dei molteplici mestieri artigianali ( la fabbrica integrata).
In particolare il kanban è lo strumento per realizzare il “Just In Time”, tramite una semplice e diretta forma di comunicazione tra le varie postazioni di lavoro. Nella maggioranza dei casi, un kanban è costituito da un pezzetto di carta illustrativo del pezzo prodotto. Esso contiene infatti le informazioni che permettono alle postazioni “a valle” di prelevare, da quelle “a monte”, i pezzi necessari per la catena di montaggio, oppure indica le operazioni da eseguire e la quantità di pezzi da inviare al processo successivo. Il kanban consente inoltre di conseguire il “Just In Time”, grazie al quale si riesce a ridurre o quasi eliminare i guasti, le disfunzioni e gli sprechi, fornendo viceversa prodotti nei tempi e nelle quantità necessarie.

Parte integrante del controllo qualitativo risiede nelle iniziative di monitoraggio dell’intero processo produttivo, realizzato da parte della gestione dell'azienda su tutte le sue attività e funzioni. Per raggiungere una produzione snella e compatta, l’ideatore del sistema Toyota ha escogitato il “baka-yoke”, che è costituito da una serie di sequenze logiche informative di lavorazione che rendono possibile la realizzazione di un prodotto a prezzo concorrenziale, “privo di difetti”, affidabile nel tempo ed esaustivo delle richieste del cliente.

Oltre a questi miglioramenti tecnici-produttivi,il sistema nipponico si fonda su una superiore organizzazione sociale del lavoro stabilendo procedure standard e perseguendo gli obiettivi con il coinvolgimento di tutti i dipendenti nella realizzazione del toyotismo. Mentre la “via americana” scinde le mansioni di lavoro, cronometrandone i tempi, la “via giapponese” segue un processo di despecializzazione con conseguente formazione di operatori generici sulle linee di montaggio.

Questo processo non si limita unicamente alle mansioni lavorative interne all'industria, ma si riversa su tutto il sistema di lavoro, raggiungendo in tal modo un livello di coesione generale denominato, appunto, “Toyota Production System”.
 

Lo Staff di Shardanaweb attualmente applica la filosofia Toyota nella propria azienda, con lo snellimento delle procedure, il rispetto degli standard, lo svolgimento della settimana Kaizen e l'elaborazione di piani di studio per il miglioramento dei prodotti e dei servizi.



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